www.youtube.com/watch?v=X7xjHAPoIK0 ... +-

View on Facebook

Al frantoio Tuscus c’è la corsa all’olio di carnevale. Si parte lunedì 13 per un gallone d’olio a un prezzo specialissimo. Prendi fiato (hai tempo fino a sabato 25) e fatti una bruschetta. ... +-

View on Facebook

L'OLIO FELICE si può acquistare oltre che nei supermercati "il gigante" in lombardia, nei supermercati CONAD della toscana, umbria e lazio. ... +-

View on Facebook

Frantoio Tuscus ha aggiornato la sua immagine di copertina. ... +-

View on Facebook

logo

 “Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme!

È come olio profumato sul capo, sulla barba di Aronne,….”.

(Libro dell’esodo. Salmo 133 Canto delle ascensioni)

Fabrizia Cusani e Giampaolo Sodano: artigiani dell’olio di qualità sono anche gli agricoltori dell’azienda agricola L’Olivaia dove c’è l’oliveto e i produttori del Frantoio Tuscus dove si fa l’olio.

Fabrizia Cusani e Giampaolo Sodano – lei architetto e urbanista, lui giornalista, già direttore di Raidue e Deputato al Parlamento – hanno scelto di diventare artigiani dell’olio e  nel 1992 hanno iniziato a piantare alberi per fare un bosco di olivi rallegrato dai colori e dai profumi delle rose inglesi. Nel 1999 hanno comprato un antico frantoio fondato nel 1947 che hanno completamente ristrutturato rendendolo moderno ed efficiente per completare la filiera e garantire la qualità dei loro prodotti. 

Siamo artigiani, produttori dell’olio extravergine artigianale esclusivamente italiano.  Sappiamo che durante questa lunga recessione che ha attraversato l’Italia è nato un consumatore responsabile che legge l’etichetta dei prodotti per garantirsi il diritto di difendere la propria salute e che sullo scaffale cerca un cibo buono, sano al giusto prezzo, garantito dalla tracciabilità della filiera produttiva e dal legame con il territorio. E noi artigiani del cibo siamo capaci di “produrre all’ombra dei campanili cose belle che piacciono al mondo”  (Carlo M. Cipolla).

Leggendo la storia dell’olio, girando l’Italia, si scopre con meraviglia quanto sia antica e insieme attuale l’arte di estrarre l’olio dalle olive. La tecnica e la tecnologia moderna non sono altro che l’evoluzione di un’arte antica, della sapienza dei “mastri oleari”.

Assaggiare l’olio di oliva nel frantoio è una esperienza piena di emozioni che apre un mondo sconosciuto perché il frantoio è il fulcro di una identità culturale e ambientale, è un segnalatore di valori e il frantoiano, il mastro oleario, conosce e racconta la realtà sociale, culturale, storica del luogo dove lavora.  Ogni terra ha il suo olio, pieno di quel sole, di quel vento, di quell’humus che è tipico e lo rende diverso e specifico. Come l’olio della  Tuscia, una nobile terra ricca di antichi insediamenti etruschi. Qui gli Etruschi portarono dall’Asia Minore l’olivo, segno di pace, dono che la natura ha fatto agli uomini perché desse loro un frutto straordinario che ha trovato in questa area la giusta cultura e tradizione per diventare ottimo olio.

Perché l’olio sia di qualità le olive devono essere sane e fresche, ben curate e ben nutrite e raccolte al tempo giusto. Arriva l’autunno e nel campo le foglie di quercia mutano il loro colore. Così che la foglia dell’olivo sembra ancora più verde, mentre l’oliva s’invaia, muta, cambia il suo verde nelle sfumature del viola e poi sempre più viola fino a diventare nera e lucente, turgida del suo liquido. Il cammino delle olive comincia nel campo: i raccoglitori le staccano dalla pianta e le raccolgono nelle reti. Al frantoio arrivano verso sera e  all’alba pesate, defogliate e lavate entrano nel frangitore. La tecnologia del frantoio consente al mastro oleario di decidere modalità e tempi di lavorazione per determinare i più importanti caratteri organolettici come il sentore di amaro e piccante e il fruttato. Ecco l’olio extravergine artigianale esclusivamente italiano. Pronto per essere assaggiato.

Per conoscerlo lo fai girare nel bicchiere, lo riscaldi tra le mani che lo stringono e pian piano il tuo calore diventa il suo ma resiste, non si fa corrompere, rimane unito e compatto, morbido e vellutato come se non volesse mai diventare goccia. E libera il suo profumo: fitto e profondo, una essenza di natura viva che sa di quell’erba appena tagliata in un campo dove l’oliva si riappropria della sua identità di frutto vivo e polposo e arriva giù fino alle sensazioni più intime.

Quando la bocca si apre, l’olio entra delicato e prepotente. La sua morbidezza bagna impudica le labbra, avvolge il palato come una carezza vellutata, mentre la sua trama cremosa attraversa la lingua per arrivare sbarazzina con le sue punte ficcanti di amaro giù, oltre la gola, e liberare quel sorprendente e improvviso piccante che lo rende irresistibile.

L’assaggio è compiuto: rimane il piacere nel profondo della bocca fresca e pulita che la dolcezza riveste e avvolge lasciando una traccia profonda di pulizia e benessere.

Ora è pronto per la tavola dei buongustai, per la cucina della mamma, per la brigata dello chef.